Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi

sorrido e taccio

5 commenti

Fingere tutta la vita che il loro sia il mio mondo,
e sapere quanto infamante sia tale finzione.
E tuttavia che fare? Se mi mettessi a urlare
e a profetare, nessuno sentirebbe.
Non a questo servono i loro microfoni, gli schermi.
Altri simili a me vagano per le strade
e parlano da soli. Dormono al parco, sopra una panchina,
o nei sottopassaggi, sull’asfalto. Troppo poche le carceri
per rinchiudervi tutti i poveri del mondo.
Sorrido e taccio. Ormai sono al sicuro.
Sedermi a un tavolo di eletti – questo mi riesce bene.

Czeslaw Milosz

Immagine

 

foto Marc Riboud

 

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Autore: momix

faticosamente ripulita dai dogmi

5 thoughts on “sorrido e taccio

  1. Un giorno così felice.
    La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
    I colibrì si posavano sui fiori del quadrifoglio.
    Non c’era cosa sulla terra che desiderassi avere.
    Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
    Il male accadutomi, l’avevo dimenticato.
    Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
    Nessun dolore nel mio corpo.
    Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e le vele.

    “Dono” _ C. Milosz

    Taccio e sorrido 😉

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  2. Che belle poesie in questa pagina..!
    Grazie

    buon domani
    .marta

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  3. L’ha ribloggato su daisuzoku.

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