Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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la maggiore delle pene

A tradimento ho deciso oggi,
martedì 24 giugno,
di assassinare alcune parole
Amicizia è condannata
al rogo, per eresia;
la forca spetta
ad Amore per illeggibile;
non sarebbe male il vile randello,
per apostasia, per Solidarietà;
la ghigliottina come un lampo,
deve fulminare Fratellanza;
Libertà morirà
lentamente e con dolore;
la tortura è il suo destino;
Uguaglianza merita la forca
per essersi prostituita
nel peggior bordello;
Speranza è già morta;
Fede soffrirà la camera a gas;
il supplizio di Tantalo, perché disumana,
se lo prende la parola Dio.
Fucilerò senza pietà Civiltà
per la sua barbarie;
berrà la cicuta Felicità.
Resta la parola Io. Per essa,
per la tristezza, per la sua atroce solitudine,
decreto la peggiore delle pene:
vivrà con me fino
alla fine.

 

 

María Mercedes Carranza

 

Immagine

 

Foto mmp – Rimini, sul muro


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guardarsi dentro

Qual è il contenuto del sorriso
e d’una stretta di mano?
Nel dare il benvenuto
non sei mai lontana
come a volte è lontano
l’uomo dall’uomo
quando dà un giudizio ostile
a prima vista?
Ogni umana sorte
apri come un libro
cercando emozione
non nei suoi caratteri,
non nell’edizione?
Con certezza tutto
afferri della gente?
Risposta evasiva la tua,
insincera,
uno scherza da niente –
i danni li hai calcolati?
Irrealizzate amicizie,
mondi ghiacciati.
Sai che l’amicizia va
concreata come l’amore?
C’è chi non ha retto il passo
in questa dura fatica.
E negli errori degli amici
non c’era tua colpa?
C’è chi si è lamentato e consigliato.
Quante lacrime versate
prima che tu portassi aiuto?
Corresponsabile
della felicità di millenni –
forse ti sarà sfuggito
il singolo minuto
la lacrima, la smorfia sul viso?
Non scansi mai
l’altrui fatica?
Il bicchiere era sul tavolo
e nessuno lo ha notato,
finché non è caduto
per un gesto distratto.

Ma è tutto così semplice
nei rapporti fra la gente?

Wislawa Szymborska – ‘Domande poste a me stessa’

http://youtu.be/OIkOnPkJsxc

musica Emiliana Torrini – ‘Thinking Out Loud’

 

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Dipinto Kamille Corry


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urgenze

Non cercarmi oggi
non reclamarmi
non saprei dire che non ci sono
è troppa la sete
che ho bisogno di placare.
Mi occorre ricrearmi.
Questo mestiere di vivere
rovesciato del tutto
verso fuori,
in avanti,
a momenti
parrebbe che mi vuoti
che mi dissangui.
Mi occorre ricrearmi.
Mi occorre essere io,
io quell’altro
e quell’altro ancora
ad ogni momento.
Devo imparare a vivere
senza scordare me stesso.
Non cercarmi oggi.
Sono in ripiego.
Sono in ripiego,
ma impegnato
molto impegnato premeditando un salto.
Non voglio restare indietro,
voglio stare davanti,
voglio tornare al mondo
prima che nasca il giorno,
quando palpiti ancora
nella rugiada
l’intensità dell’alba.
Non cercarmi oggi.
Non reclamarmi.
Non saprei dire che non ci sono,
ho bisogno di rovesciarmi
sulla mia propria urgenza.

Egidio Molinas Leiva

 

http://youtu.be/AYSbztCCTlA

musica Smashing Pumpkins – 33

Immagine

Foto Walker Evans


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tempo al tempo non rimane tempo

y o k l u x

tempo svuota
cancella al dunque
croste, batoste
giravolte. l’oltre
-mani, cravatta
piani. tutti gli inciampi
i dolori. tempo
castighi memorie
e fandonie, tremori. mi chiami
all’appello, senza nome, giorno
per giorno -mi serve
l’ombrello, so soltanto
quello: ti faccio
da sfondo,
come al camposanto
freddo tufo traforato.
ecco l’immondo:
dimenticarsi
persino di dimenticarmi.

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too much heaven on their minds

 

My mind is clearer now. 
At last all too well 
I can see where we all soon will be. 
If you strip away The myth from the man, 
You will see where we all soon will be. Jesus! 
You’ve started to believe
The things they say of you.
You really do believe
This talk of God is true. 
And all the good you’ve done
Will soon get swept away.
You’ve begun to matter more
Than the things you say.

Listen Jesus I don’t like what I see.
All I ask is that you listen to me.
And remember, I’ve been your right hand man all along.
You have set them all on fire.
They think they’ve found the new Messiah.
And they’ll hurt you when they find they’re wrong.

I remember when this whole thing began.
No talk of God then, we called you a man.
And believe me, my admiration for you hasn’t died.
But every word you say today
Gets twisted ‘round some other way.
And they’ll hurt you if they think you’ve lied.
Nazareth, your famous son should have stayed a great unknown
Like his father carving wood He’d have made good.
Tables, chairs, and oaken chests would have suited Jesus best.
He’d have caused nobody harm; no one alarm.

Listen, Jesus, do you care for your race?
Don’t you see we must keep in our place?
We are occupied; have you forgotten how put down we are?

I am frightened by the crowd.
For we are getting much too loud.
And they’ll crush us if we go too far.
If they go too far….

Listen, Jesus, to the warning I give.
Please remember that I want us to live.
But it’s sad to see our chances weakening with every hour.
All your followers are blind.
Too much heaven on their minds.
It was beautiful, but now it’s sour.
Yes it’s all gone sour.

Listen, Jesus, to the warning I give.
Please remember that I want us to live.
C’mon, c’mon 
He won’t listen to me …
C’mon, c’mon 
He won’t listen to me …


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mi addentro

Càlati in un sasso,
io farei così.
Lascia che altri si facciano colomba
o digrignino i denti come tigri.
Mi basta essere un sasso.

All’esterno è un enigma:
nessuno sa come rispondere.
Ma fresco e quiete dev’esserci all’interno.
Anche se una mucca lo calca col suo peso,
anche se un bambino lo getta dentro un fiume;
il sasso affonda, lento, imperturbato,
fino al fondo,
dove i pesci bussano alla sua soglia
e vengono a origliare.

Ho visto scintille schizzar via
quando due sassi sono strofinati
forse là dentro non fa così buio;
forse c’è una luna che brilla
da chissà dove, spuntando magari dietro un colle –
un chiarore appena sufficiente a decifrare
quelle strane scritte, mappe stellari
sui muri interiori.

Charles Simic – “sasso” da Hotel Insonnia
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Foto Josef Sudek


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…trita banalità

rivendico il diritto di essere gentile
la commozione della tenerezza
la capriola sublime della bellezza
l’acrobazia difficile della semplicità
la magica centrifuga trita banalità.

rivendico il diritto a esistere col cuore
quello di offrire parole d’amore
l’ostinazione della poesia
il mal di pancia della nostalgia

lieve la danza della naturalezza
il salto mortale dell’interezza

Laura Ricci da “la Strega Poeta”

http://youtu.be/WQn1YAJinoc

Musica Wim Mertens – “Yes, I never did”

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Foto Francesca Woodman, untitled 1980