Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi

stilla

4 commenti

Questo è quanto posso dire
stando nel mezzo di due mondi
il mio e il loro
con le parole messe in fila _un poco
addolorate_
ché non posso saperlo quel tormento
delle carni bruciate
o quanta acqua salata nei polmoni
prima d’essere morti

ma so della quietudine
che vivo a mio discapito _perché
sto qui nel pianificio
che tutto resetta ed infiocchetta_

provai quel gelo
non ne temetti la scadenza ma l’inizio
ebbi terrore
e ricondussi il corpo alla presenza
il cuore al gioco_Lila lo chiamano gli indù_

però nei tempi prorogati
in cui cambia l’assetto delle sorti
e di quei morti senza nome e senza voci
solo l’adeguamento delle cifre
il mio stupore
è come io possa starmene in salotto
o qui seduta ad una scrivania
a scrivere risibili dolenze

per dire in fondo che?
L’essere viva in quest’inferno non
richiede altro conforto
e la desolazione d’un momento passa
ed io mi accuso
ma con la noncuranza di chi sa
d’essere _almeno momentaneamente_
in salvo

Cristina Bove – “mea culpa”

 

Immagine

 

 

Street art in Germany

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Autore: momix

faticosamente ripulita dai dogmi

4 thoughts on “stilla

  1. inquietante…la foto ancora di più… ma ancora più inquietante è che intorno a noi ci sono tanti morti viventi che non sanno di esserlo!
    serena domenica
    Anna

    Mi piace

  2. grazie, momix!
    anche se a volte mi chiedo a cosa serva scrivere queste cose…
    ma forse è meglio del silenzio.
    cri

    Mi piace

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