Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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ovunque

Ovunque mi trovo, in qualsiasi posto

su questa terra, nascondo di fronte a tutti la convinzione,

che  n o n   s o n o   d i   q u a.

Come se io fossi mandato ad assorbire il più possibile di

colori, gusti, suoni, profumi e sperimentare

tutto, ciò che è

destino dell’uomo, trasformare ciò che prova

in un registro magico e portarlo là, da dove

sono venuto.

 

 

Czesaw Milosz – “Ovunque”

(trad. Maciej Bielawski)

 

musica Massive Attack feat. Liz Fraser – silent spring

andré kertész, new york 1938

andré kertész, new york 1938

 


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heart-shaped

Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.
Ogni tua sistole
è come spingere una barca
in mare aperto
per un viaggio intorno al mondo.

Ti ringrazio, cuore mio:
volta per volta
mi estrai dal tutto,
separata anche nel sonno.

Badi che sognando non trapassi in quel volo,
nel volo
per cui non occorrono le ali.

Ti ringrazio, cuore mio:
mi sono svegliata di nuovo
e benché sia domenica,
giorno di riposo,
sotto le costole
continua il solito viavai prefestivo.

 

Wislawa Szymborska – Al mio cuore, di domenica

 

 

 

musica Kula Shaker Tattva

catrin welz-stein

catrin welz-stein


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quella specie di voce

Non può sapere come ero contenta
che venisse ad accamparsi sulla nostra terra.
Mi dicevo che sarei scesa un giorno o l’altro
a vedere in che modo viveva, ma non so,
con una casa di uomini affamati da sfamare
credo s’immagini… Mi sembra
di non poter esprimere quello che sento
più di quanto non possa alzar la voce
o tirar su la mano (oh, la sollevo eccome quando devo)
Lei lo ha provato? Spero mai.
Sono al punto di non sapere più nemmeno
se sia contenta, o triste, o chissà cosa.
Dentro mi resta solo una specie di voce
che pare dica come dovrei sentirmi,
come mi sentirei se non fossi tutta fuori fase.
Il lago, per esempio. Lo guardo e lo riguardo.
Vedo che è un chiaro e bello specchio d’acqua.
Sto lì, continuo a dire a voce alta
le qualità che ha, così stretto e lungo,
come un tratto profondo d’un vecchio fiume
troncato alle estremità. Per cinque miglia
s’infila dritto nella gola del monte
dalla finestra dove lavo i piatti
e tutte le nostre tempeste salgono verso la casa
gonfiando le onde più bianche e più bianche e più bianche.

Robert Frost da Una serva dei servi (traduzione Silvia Bre)

Vladimir Ryabchikov

Vladimir Ryabchikov

 


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so che

sampo kaikkonen

sampo kaikkonen

(…)

3.  So che non vi è vera coerenza senza un’apparente incoerenza. Ogni oggetto si veste di caos. Ogni pensiero, per prendere corpo, deve riservarsi la sua parte di evanescenza.

 

sampo kaikkonen

sampo kaikkonen

 

13.  So che parlare è camminare suun filo con del vuoto a destra e del vuoto a sinistra. So che nulla tiene questo filo ai due lati. So che scrivere è parlare in un tempo immobile.

129

sampo kaikkonen

 

16.  Leggere non è necessariamente analizzare, non è necessariamente “comprendere”. Alla piscina non si chiede al nuotatore la composizione dell’acqua, il numero e la disposizione dei bagnanti, o perché tale nuotata sotto tale santo del calendario. Non gli si chiede di descrivere facendo il crawl l’architettura o l’acustica del luogo, o di spiegare un uccello prigioniero sotto le volte, o di scimmiottare al meglio l’attraversata di una foca olimpica. Non gli si chiede d’imparare a memoria le ore di apertura o di rompersi le scatole a fischiare sopra una panca per tutta la durata di un corso sul nuoto a farfalla. No. Non gli si chiede, per finire, prima d’ogni tuffo, di risalire un senso nascosto da lì: dal fondo della piscina. Si lasciano nuotare i nuotatori. Si lasciano nuotare i nuotatori. E le piscine fanno il pieno.

 

Patrick Dubost da Ciò che so

 

musica Cat Power – fool


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uomo in cielo!

In rotta per Aldèbaran
la vedetta gridò:
– Capitano, un uomo in cielo! –
L’astronave si fermò.
Fu ripescato il naufrago:
era un giovane idraulico
di Paderno Dugnano,
caduto all’insù
dal balcone del terzo piano
in una notte di luna
per il peso della testa
troppo gonfia di sogni.
Gli facemmo gran festa,
rispose a ogni domanda.
Dopo cena il nostromo
gli cedette la sua branda.

 

Gianni Rodari “Un uomo in cielo”

 

musica The BeatlesLucy in the Sky with Diamonds

 

 

Ronald Companoca

Ronald Companoca

 


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forse non ne varrà la pena

Dalle cose che feci o dissi
non cerchino d’indovinare chi fui.
C’era un impedimento a trasformare
il mio modo di vivere e di agire.
C’era un impedimento che m’interrompeva
molte volte che stavo per parlare.
Dalle mie azioni meno appariscenti
e dai miei scritti più velati –
da questo solo mi conosceranno.
Anche se forse non varrà la pena
che faccian tanti sforzi per capirmi.
Più avanti – in una società perfetta –
apparirà di certo qualcun altro
che mi somigli e come me sia libero.

 

Costantino Kavafis “cose nascoste”

 

musica Talking Heads – wild, wild life

Immagine

foto (a raggi X) di Arie Van’t Riet 


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…il tempo insieme

Non date retta a poesie col nastro rosso
alle tovaglie di fiandra, ai girasoli.
Evitate i gabbiani, e le signore
che portano a passeggio innocenti cagnolini;
diffidate dei maghi e dei dottori
vi vendono il coraggio in barattoli di miele
regalano violette venute da acque morte.
Badate bene ai preti ed ai mistici del Gange
la terra mangerà anche le scarpe e tutti i baci.
E non v’è cielo meglio di questo, anche se triste
solcato da migliaia di macchine di ferro;
da angeli il cui merito primo è dare tutto
in stanze semifredde di mutua, o in magri alberghi
dove la mente spesso è poltiglia
e il corpo niente.
Scocciatevi dei corsi e ricorsi, e dei concorsi.
Alle fotografie sorridenti dei poeti
eroi di un giorno per i parenti. Date retta
invece a quella pompa di sangue che vi infetta
di voglie di peccato e di raccontarlo dopo.
Amate lui che dorme nel treno a notte fonda
perché c’ha il turno primo, la moglie incinta a casa.
Amate il tosatore di erbe, perché piange
ad ogni margherita recisa, amate il grano
e la poesia infingarda dei vecchi con l’affanno.
Amate il vacillare di un bimbo che cammina
e della prima volta che ride, amate tutto
il bello di poesie fatte addosso come il piscio.
Amate il sonno lieve dei figli, il loro odore
la schiena dell’amante mentre si lava;
il parto, il latte che le fa il seno bello
il tempo insieme.

massimo botturi – manifesto

 

musica mayra andrade – we used to call it love

Immagine

dipinto david agenjo