Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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who shall I say is calling?

Parole nel Secchio

Cos’è che ancora cerco di risolvere e capire?

M’ostino la distanza a misurare

tra il tuo mondo così lontano

che mai col mio ha colliso, – semmai eclissato

il libro dei ruoli, aperto sul tuo nome,

ancora aspetta la tua firma

 

Il filo del rammendo ha ormai ceduto:

troppo gonfio quel fantoccio a tua figura

l’ho messo a sedere al tuo posto, a tavola

gli ho sorriso, l’ho imboccato coi minuti di bambina,

nessuna magia, nessuna trasformazione.

E ho cominciato a chiedere ai morti.

 

 

Molto più semplice sarebbe ignorarti

di continuare a chiedermi

di cos’è fatto il fervore che ti brucia.

 

 

 

mmp – al padre che non fosti

 

Leonard Cohen – who by fire

 

Immagine

 

dipinto Kristin Vestgard

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fading away

Il primo ad andarsene è il nome dell’autore
diligentemente seguito dal titolo, dalla trama,
dal finale mozzafiato, dall’intero romanzo
che all’improvviso diventa come se non l’avessi mai letto,
nemmeno mai sentito,

come se, uno per uno, i ricordi che eri solito ospitare
avessero deciso di accasarsi nell’emisfero meridionale del cervello,
in un piccolo villaggio di pescatori dove non ci sono telefoni.

Molto tempo fa hai dato il bacio d’addio ai nomi delle nove Muse
e hai visto fare le valigie a quella equazione quadratica,
e anche adesso, che mandi a memoria l’ordine dei pianeti,

qualcos’altro scivola via, forse quale sia il fiore simbolo di uno stato,
l’indirizzo di uno zio, la capitale del Paraguay.

Qualunque sia la cosa che ti sforzi di ricordare
non ti sta certo in bilico sulla punta della lingua,
né se ne sta rintanata in qualche oscuro angolo della tua milza.

Se ne è andata galleggiando lungo un cupo fiume mitologico
il cui nome, a quanto ricordi, comincia per L,
giù lungo la strada del tuo oblio dove ti unirai a quanti
hanno scordato come si nuota e come si pedala una bici.

È normale che ti alzi nel mezzo della notte
per controllare la data di una famosa battaglia in un libro di guerra.
È normale che la luna dalla finestra sembri uscita
da una poesia d’amore che un tempo sapevi a memoria.

Billy Collins – dimenticanza

musica (fin troppo facile la scelta): Peter Gabriel – I don’t remember

Maggie_Taylor_fragile


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né tantomeno

Non capirsi è terribile
non capirsi e abbracciarsi,
ma benché sembri strano,
è altrettanto terribile
capirsi totalmente.

Ed io, precocemente illuminato,
la tenera tua anima non voglio
mortificare con l’incomprensione,
né con la comprensione uccidere.

Evgenij Aleksandrovic Evtushenko

musica massive attack – suck me up dub

max gasparini

max gasparini


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restare.

È urgente l’amore.
È urgente una barca in mare.

È urgente distruggere certe parole,
odio, solitudine e crudeltà,
alcuni lamenti,
molte spade.

È urgente inventare allegria,
moltiplicare i baci, i raccolti,
è urgente scoprire rose e fiumi
e mattine limpide.

Cade il silenzio sulle spalle e la luce
impura, fino a dolere.
È urgente l’amore, è urgente
Restare.

Eugénio de Andrade – urgentemente

(trad. Mariangela Semprevivo)

musica Nitin Sawhney – everything

Gao Xingjian l'éblouissement. 1998

Gao Xingjian
l’éblouissement. 1998


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verde di mary oliver

Non osare arrampicarti su quell’albero
non provarci, dissero, o verrai spedita
nell’ospedale degli stupidoni, se non nell’altro.
E suppongo, considerando la mia età,
fosse un giusto avvertimento.

Ma l’albero per me è una sorella, lei
vive sola in un cottage verde
lassù in aria e so cosa potrebbe
succedere, batterebbe le sue verdi mani,
scuoterebbe i suoi verdi capelli, lei
mi accoglierebbe. A dire il vero

ho provato a fare la brava ma talvolta
una persona deve proprio evadere e
agire come la selvaggia, molleggiata cosa
che era un tempo. È impossibile non
ricordare il selvaggio e rivolerlo indietro. Così
se un giorno non mi doveste trovare, potreste
guardare dentro quell’albero o – certo
è possibile – sotto di esso.

Mary Oliver* – Green, green is my sister’s house
(*trad. mmp)
musica Wim Mertens – struggle for pleasure
Keith Haring (Am. 1958-1990), The Tree of Monkeys, acrylic, 1984

Keith Haring (Am. 1958-1990), The Tree of Monkeys, acrylic, 1984