Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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qui ci si perde

Ferito,
il tuo cuore usciva dal petto
scandiva ritmi furiosi,
come calmarlo?
Mi chiedevo come riporlo nel tuo torace
perché nessuno potesse più toccarlo.
Se l’avessero visto…
lo avrebbero dilaniato, sbranato.

Fragile,
la tua anima danzava
fuori dai tuoi racconti,
nel fumo della tua sigaretta.
Riponila – pensavo –
non vedi quanta gente?

Dolce,
quel tuo silenzioso ascoltare
che scioglieva l’angoscia dal petto,
le parole uscivano dalla tua bocca
come balsami di paesi lontani.
Tu, presente nel dolore altrui
sempre.

Feroce,
la tua voce gridava silenziosa
e nessuno, tra chi volevi l’ascoltasse,
era pronto a sentirla.
Eppure tutto parlava di te:
le pareti,
il tuo paese,
la tua musica,
le tue ferite.

Sprezzante
è ora il tuo silenzioso sguardo,
fatto di niente,
vuoto di un allora allontanato,
ma che esce prepotente,
come un pugno.

Migrato
è ora l’amico che ho perduto:
nel cuore dell’amata
l’ho riconosciuto.
Adesso troverà riposo,
cullato dall’Amore,
quello sano.

Però adesso devo andare amico mio,
tranquilla di lasciarti al sicuro
questa volta.
Non mi rassegnavo,
ma è vero:
qui ci si perde.

Abbi cura del tuo cuore,
adesso glielo devi!

mmp

musica nick cave & the bad seeds – higgs boson blues

gabriel pacheco

gabriel pacheco


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accasarsi

Senza immagine Dio vaga in paradiso
ma preferirebbe fumarsi un sigaro
o mangiarsi le unghie, e così via.

Dio è il proprietario del paradiso
ma agogna la terra, le grotticelle
assonnate della terra, l’uccellino
alla finestra di cucina, perfino
gli assassini in fila come sedie scassate,
perfino gli scrittori che si scavano
l’anima col martello pneumatico,
o gli ambulanti che vendono i loro
animaletti per soldi, anche i loro
bambini che annusano la musica
e la fattoria bianca come un osso,
seduta in braccio al suo granturco e anche
la statua che ostenta la sua vedovanza,
e perfino la scolaresca in riva all’oceano.
Ma soprattutto invidia i corpi, Lui che non l’ha.

Gli occhi apri-e-chiudi come una serratura
che registrano migliaia di ricordi,
e il cranio che include l’anguilla cervello
– tavoletta cerata del mondo –
le ossa e le giunture che si giungono
e si disgiungono – e c’è il trucco -, i genitali,
zavorra dell’eterno, e il cuore, certo,
che ingoia le maree rendendole monde.

Lui non invidia più di tanto l’anima.
Lui è tutto anima, ma vorrebbe accasarla
in un corpo e scendere quaggiù per farle
fare un bagno ogni tanto.


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warning signs

Tempo fa abbiamo smesso di sollevare i talloni
come gli altri—cavallo, cane, e tigre—
sebbene ci emozionasse la loro velocità
nel fuggire. Anche il topo
sotto l’enorme peso di una crocchetta
per cani è invidiabilmente aggraziato.
C’è poco leggerezza nella nostra camminata,
oppressi come siamo dalle responsabilità,
tutte quelle azioni disciplinari
che ci sono cadute addosso, le punizioni,
le uccisioni, e tutto coi nostri piedi
affondati a morte nella pelle dei conquistati.
Ma talvolta, nelle prime ore del mattino,
possiamo sentire come debba esser stato
essere uno di loro, in punta di piedi,
di soppiatto attraversare porte dove altri stan dormendo,
e di colpo poter vedere nel buio.

Ted Kooser* – ‘Walking on Tiptoe’

(*traduzione mmp)

musica talking heads – warning sign

helen flockhart

helen flockhart


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b/w

Ho scosso l’albero che mi abita
ancora qualche foglia resisteva.

Ritta in piedi davanti al tuo inverno
mi sono arresa al freddo che porti.

La nebbia attorno si è fatta galaverna,
ce l’ho addosso, come un vestito.

Ma dentro la linfa scorre tranquilla
e da fuori quel gelo è capolavoro.

Non sono più albero del tuo giardino
la Primavera mi scoprirà foresta.

mmp – ‘galaverna paterna’

musica Trixie Whitley – Someone to color with

(grazie ad antonio per la musica)

willy zielke

willy zielke


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muchness

Ti vidi nel mattino piovoso
dalla finestra della camera d’albergo,
correvi sulla passerella per salire sulla barca
Indossavi i tuoi famosi pantaloni arancio

che in realtà sono albicocca
e la barca oscillò appena
quando saltasti sul bordo.

Stavi andando al lavoro
col tuo zaino e il tuo blocco da disegno
e i tuoi cespugliosi capelli grigi
che schizzano nel maltempo
come un bouquet di lana d’acciaio.

È proprio come il mio cuore, pensai—
Giace raccolto dentro me, addormentato,
poi sprizza fuori e mi sciocca
con tutta la sua tantezza.

Ma visto che stavo sognando, la tua barca sparì.
Rimase così soltanto il grigio scintillio
del porto lasciato indietro, come acciaio annerito

e i verdi boschi scoscesi che crescono fino giù alla spiaggia
e le colline garzate di nebbia.

Era la tua barca svanita
a dar forma allo scenario,
suggerendo il viaggio e la meta

così la narrazione, terminato il suo dovere,
svanì anch’essa,
Lasciandosi dietro l’affezionata cugina descrizione;

–descrizione
Che si dilunga,
ed ama senza ragione.

Tony Hoagland*‘muchness’

(*traduzione mmp)

musica Macy Gray – sail

donna acheson juillet

donna acheson juillet


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a perfect soul

Se ci fosse una gomma da cancellare, una gomma
da inchiostro, no da lapis, o se no
con una macchina da scrivere battere xxx,
o, per far meglio, xyxy
o, per fare ancora meglio mnmn,
che si fa poco mn, ma cancella,
porca masola, che non si capisce piu’ niente,
o addirittura,meglio di tutto,ma non ce l’ho
un computer ci vorrebbe, che basta un tasto,
e sparisce tutto, senza un cancellotto, tutto bianco,
come non fosse successo niente,
perché io nella mia vita i sbagli che ho fatto


S’u i fòss ‘na gòmma de scanzlè, ‘na gòmma
da inciòstar, no da lapis, o se no
s’na machina da scréiv, bat xxx,
o par fè mèi, xyxy,
o
par fè mèi ancòura, mnmn,
ch’u s fa pòch mn, mo e’ scanzèla,
porca mansóla, ch’u n s capéss piò gnént,
o adiritéura, mèi di tótt, mo a n l’ò,
un computer u i vrébb, ch’e’ basta un tast,
e e’ sparéss tótt, senza un scanzlòt, tòtt biènch,
cmè ch’u n fòss suzèst gnènt,
perchè mè te mi mònd i sbai ch’ò fat.

Raffaello Baldini – La gòmma

musica Macy Gray – Creep

etienne cabran

etienne cabran