Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Se potessi, partirei senza assentarmi
Saluterei chi rimane e chi raggiungo.
Respirando l’aria dei moli dal mio letto
Le grida dei gabbiani e delle grù
Miste al dolce ticchettio della mia sveglia
Sarei dove non sono o potrei essere.

Partirei per terre selvagge e misteriose
Lasciando un biglietto di commiato
Che troverei io stesso, l’indomani
Appuntato nel frigo con magnete.

Leggerei quelle parole di abbandono
E verserei una lacrima di addio
A quel gesto da poeta superato
Appoggiato alla spalla consolatrice
Del me stesso che è rimasto..

Carlo Congia

Musica Interpol – my desire

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Gilbert Garcin