Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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rehab

A queste interminabili piogge
d’aprile, si feltrano i passi,
si sfaldano le voci, si disfà
il mondo
in una nube di suoni assorditi.
L’acqua del cielo lava le muraglie
e i sonnolenti pensieri,
come le piante, le pene antiche
schiude, ma senza bruciore.
Il corpo tracolla
adagio nel grembo del tempo
che senza illuse promesse ci guida
e i desideri nutrisce
anonimi e diffusi come foglie.
Così, senza sapere,
nell’impercettibile mutamento
a un tratto, ci distacchiamo.
Fusi in creta molle
attendiamo l’onda volubile
che ci riplasmi.
La natura riscatta i nostri errori,
mali d’un frutto suo,
ci rende alle sue rive inermi e ignudi.
E anch’io alla tua insidia gentile
ai tuoi incantevoli pianti e sospiri
m’affido,
a te che improvviso all’anima
nel nimbo piovoso mi rechi
il tuo perdono,
bella stagione.

Sergio Solmi “Piogge d’aprile”
Musica Amy Winehouse – rehab

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megan howland


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saper dove tornare

Parole nel Secchio

Ciò che va mai uguale ritorna
e tu, mio cuore stai per andare
Ancora le fessure si apriranno
impara, mio tesoro, il buio a far uscire

quando il petto scavato sentirai
non ti allarmare, è amore ritrovato
Corri allora, cerca uno specchio 
guarda chi ritorna a te – guarda bene

da quel corpo che già vedi a forma d’uomo
giù negli occhi scorgi il duro compito d’esser vivi
o la semplicità di un respiro che appanna il vetro
e il suo mistero, è sempre tua la scelta

Improvviso, imprevisto, folgore nel buio 
in questo mondo hai seminato
vita, vita tutt’attorno, vita a chi
i pugni stretti, i denti anche e non bastava

Lascia le colpe indietro, lasciale tutte
neanche sai se son proprio le tue, 
azzerati, ama, porta chi puoi e solo qualche foto
parti pulito, la valigia vuota, leggera

e si riempirà di vita e del sereno saper dove…

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di dolcezza, bizzarrie e sogni

Dio dice: ” Tra me e me
sento che manca
un moto di dolcezza;
è per questo che improvviso
un colibrì, un po’ di rugiada,
un’isola molto leggera,
un canto d’amore, un sogno intermittente
dove passeggia un altro dio”.

**********

Dio dice:
«Era un caso urgente;
mi sono domandato
a che cosa servissero le mie creature
più bizzarre:
il drago, l’angelo e l’unicorno.
Ho convocato quelli in cui fidavo,
reali, forti, incontestabili:
il baobab, il cavallo da fatica,
la montagna affacciata sul mare.
Hanno tenuto dieci riunioni
senza mettersi d’accordo.
Allora ho tenuto
il drago, l’angelo e l’unicorno;
per evitare qualsiasi malinteso,
ho pensato bene tuttavia
di renderli invisibili».

.**********

Come una vela al largo fra le isole
verdi,
ci piacerebbe, all’improvviso,
che un mondo ci sorgesse innanzi agli occhi,
a noi che abbiano consumato il nostro
a disfarlo, portarlo a perfezione,
voltarlo e rivoltarlo.
Come un fiore di seta in lontananza
che divenisse un albero
tale da farsi lui solo foresta,
vorremmo che planasse all’improvviso
un mondo più abitabile
per renderci migliori,
permettere a noi stessi finalmente
di accettarci un po’.
Come sopra la sabbia in lontananza
una giovane musica
nelle sue ali appena appena udibile,
noi vorremmo che un mondo
molto ignoto ed estraneo
in fondo transitasse al nostro corpo,
ci passasse sull’orlo dell’anima.
Ne avremo cura, noi
che troppi corpi abbiamo scialacquato,
dilapidato troppe anime.

Anatole Bisk (Alain Bosquet)

Musica XX – intro

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le matite colorate di marco mazzoni


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cambiare aria

Apri la porta.
Forse fuori vedrai
un albero, o un bosco,
un giardino,
una città magica.
Apri la porta.
Se c’è nebbia, si diraderà.
Apri la porta.
Anche se troverai solo l’oscurità pulsante
o il vento che soffia,
anche se fuori non c’è nulla,
vai e apri la porta.
Quantomeno
entrerà un po’ d’aria.

Miroslav Holub

Musica dead can dance – rakim

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Albarran cabrera