Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Là in quell’infinità

​Capo di tutti i capi dell’universo. 

Signor so-tutto, burattinaio intrigante, 

e qualsiasi altra cosa tu sappia fare. 

Avanti, smazza i tuoi zero questa notte. 

Intingi nell’inchiostro code di comete. 

Graffetta la notte con luci di stelle. 


Meglio per te sarebbe leggere nei fondi di caffè, 

o sfogliare l’Almanacco dell’Agricoltore. 

Ma no! Ti piace darti arie, 

e coltivare la tua rinomata serenità 

mentre siedi alla grande scrivania 

con niente di niente nel vassoio 

della corrispondenza in arrivo o in partenza, 

e tutta quell’eternità disseminata intorno. 


non ti fa accapponare la pelle 

sentirli supplicare in ginocchio, 

farfugliando tenere parole come se tu 

fossi una bambola gonfiabile a grandezza naturale? 

Di’ loro di rimettersi in sesto e andare a letto. 

Basta fingerti troppo occupato per notarlo. 


Le tue mani sono vuote e così i tuoi occhi. 

Niente su cui apporre la tua firma, 

anche se tu sapessi quale nome darti, 

o credessi a quelli che continuo a inventare 

mentre per te scarabocchio quest’appunto nel buio. 


Charles Simic ‘al tizio del piano di sopra’

Musica thievery corporation – holographic universe

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how did i get here?

Se hai scoperto
che tutti gli oracoli ingannano,
che tutte le strade portano a te stesso,
cosa farai delle tue prossime paure?
Se hai scoperto
che gli astri mentono
— o forse si sbagliano —
che farai delle tue maldicenze?
Se hai scoperto
che la vecchia gitana col fazzoletto rosso
imbroglia da secoli i viaggiatori,
cosa farai di tanti manoscritti,
di tante fidanzate che aspettano fiori?
Se hai scoperto
che anche nella vita
sei un semplice passeggero in transito,
che farai, dove lo farai, e quando?

 

leszek-bujnowski

Leszek-Bujnowski

 

 


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altera la conoscenza dei segni

Ti amo da sempre. Ti imprigiono in una
immagine. Ti restituisco ai sentieri,
tu che morivi su ogni fiore. Abbandona
le nostre stagioni. Altera la conoscenza
dei segni. L’aria è sublime. Il cielo sale.
Noi camminiamo come se dio dormisse.

Claude Esteban  LXXI da Conjoncture du corps et du jardin

traduzione Marco D. Conti, in “Le jour à peine écrit” (1967- 1992)

musica Bauhaus – all we ever wanted was everything

 

kansuke-yamamoto-the-magicians-newspaper-1955

kansuke yamamoto


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mi torcerò sulla terra

Tutti i vostri strumenti hanno nomi bizzarri
e difficili, ma io vedo chiaro

e so che in fondo sono solamente

metri e gessetti con cui misurate

e segnate – segnate e misurate

senza stancarvi.


Sfilate spilli di tra le labbra, come una sarta:

me li appuntate sull’anima

e dite: “Qui faremo un bell’orlo.

Dopo starai tanto meglio”.


Io non voglio che mi tagliate un pezzo d’anima!

Se ne ho troppa per entrare nel vostro mondo,

ebbene, non voglio entrarci.


Sono un poeta: una farfalla, un essere

delicato, con ali.

Se le strappate, mi torcerò sulla terra,

ma non per questo potrò diventare

una lieta e disciplinata formica.


Margherita Guidacci

 Musica Siouxsie And The Banshees – The Last Beat Of My Heart