Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Fermità mentale

​Come la foglia

Teme lo srotolarsi al sole

Più del suo arrossire all’autunno 

Cosi temevo le persone più

Della resa alla mia umana impermanenza.


Lontana in controluce la falce, lontano il mantello.

Ero io la cacciatrice:

La morte preda, di mio libero arbitrio


Ora il suo respiro di animale

Stanco di fuggire

Mi sta al fianco come

Volpe domestica


Aspetta con me

Notizie dal destino


mmp – fermità mentale

Musica Brendan Perry – medusa


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solo un’ i(D)ea

cos’è che posso oggi dedicarti?
la vita, quella, indietro m’è rimasta
là dentro l’abitudine risuona solo il nome
e il canto nell’azzurro s’è schiantato

confusi e annebbiati migliaia di minuti
rimossi da cent’anni alla radice
di colpo in controluce son tornati
tra mobili svedesi di me meno imprecisi

chi dice che non ci sono più stagioni
non sa come i colori addosso son cambiati
tra i tuoi capelli gli occhiali da miope
per non vedere hai messo a riposare

ché se m’avessi scorta li inforcavi
o hai fatto come me e il ruolo del presente
hai recitato per non doversi leggere negli occhi
che non v’è traccia alcuna di promesse

e io non so davvero a chi parlarne
di quella posizione delle mani e
della piega lieve della testa che assumi
e che neanche tu conosci

volevo che sapessi che t’ho visto
tra i mobili svedesi già montati

mmp

musica talking heads – memories can’t wait

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aernout overbeeke


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puntuto, come una stella

​Ufficialmente il cuore

è oblungo, muscolare,

colmo di nostalgia.


Ma quanti l’han dipinto, quelli sanno

che il cuore è anche puntuto

come una stella e qualche volta è

inzaccherato fradicio

come un cane randagio in piena notte

e talvolta possente

come lo è il tamburo d’un arcangelo.


E talvolta d’un cubo ha forma come

il sogno d’un geometra-inventore

ed è talvolta allegramente tondo

come una palla incontro ad una rete.


Ed è come sottile linea a volte

e a volte è così come un’esplosione.


E dentro al cuore c’è

soltanto un fiume,

e c’è una diga e ostacola il cammino,

e tutt’al più c’è un pesce piccolino

privo d’ingenti aurei capitali.


Assai più somigliante ad un geloso

e grigio pescegatto.

Certo non lo si nota

al primo impatto.


Ma quanti l’han dipinto, quelli sanno

che innanzi tutto avrebbero dovuto

dismettere gli occhiali,

il loro specchio,

gettar via la matita punta fine

e la carta carbone


e molto, molto a lungo camminare

all’aria aperta,

via di casa, fuori.


Miroslav Holub

Musica the herbaliser- same as it never was