Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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rovesciarmi

Non cercarmi oggi
non reclamarmi
non saprei dire che non ci sono
è troppa la sete
che ho bisogno di placare.
Mi occorre ricrearmi.
Questo mestiere di vivere
rovesciato del tutto
verso fuori,
in avanti,
a momenti
parrebbe che mi vuoti
che mi dissangui.
Mi occorre ricrearmi.
Mi occorre essere io,
io quell’altro
e quell’altro ancora
ad ogni momento.
Devo imparare a vivere
senza scordare me stesso.
Non cercarmi oggi.
Sono in ripiego.
Sono in ripiego,
ma impegnato
molto impegnato premeditando un salto.
Non voglio restare indietro,
voglio stare davanti,
voglio tornare al mondo
prima che nasca il giorno,
quando palpiti ancora
nella rugiada
l’intensità dell’alba.
Non cercarmi oggi.
Non reclamarmi.
Non saprei dire che non ci sono,
ho bisogno di rovesciarmi
sulla mia propria urgenza.


Egidio Molinas Leiva

 

musica Pygmy Lush – It’s A Good Day To Hide

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slama vojtech

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nessun suono

C’è un silenzio dovuto

e un silenzio taciuto

il silenzio del Cielo su mille speranze

il silenzio dell’acqua su terra spaccata

silenzio d’assenso

silenzio d’assenza

silenzio di uccelli, prima della tempesta

silenzio di umano, poi il primo vagito

silenzio colpevole

silenzio di morte

silenzio in risposta ad ogni domanda

silenzio che ignora, uccide, divora

silenzio che grida altri mille silenzi

silenzio di cuore

silenzio di tomba

mmp – nessun suono

 

musica simeon ten holt – canto ostinato

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t. dylan moore


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scossa

Oggi la Terra,
la nostra Madre Suprema,
ha tremato
ancora.

Mi sono sentita
prendere per le spalle,
scuotere il mio corpo inane,
come la Madre arrabbiata scuote il Figlio:

“Guarda!”
mi ha detto
“State morendo senza aver vissuto!”

Ho avuto paura,
ho pianto.

mmp – ‘scossa’

21.06.2013

 

musica wim mertens – struggle for pleasure 

qwert

david agenjo


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dati alla luce

questa è la sera dove il buio
non mi inghiotte, perché è fuori
– non più dentro –

questa la sera per viaggiare nel tempo
non il mio, perché è antenato
– non più qui –

questo è il nero per distinguer le stelle
non le nuove, perché già c’erano
– non più nascoste –

questo il nero per veder le strade
non le mie, perché disegnate per tutti
– non più cercate –

non più corpo, né materia
non lontano, né vicino
niente gioia, né tristezza

sicura d’essere sulla strada buona
procedo
sarò anch’io stella nel tempo

 

mmp – ‘siamo già luce’

musica Lamb – wise enough

 

amy-friend-dare-alla-luce-Dec.111916-compressor

amy friend


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resistere indegni

senza valori
ancor più oggi resisto
tra i papaveri

mmp

Ma sì, ma sì, anch’io sono qua, fra quelli
che resistono. È persino facile,
a paragone di Katowice o Montevideo.
Qua e là resti di campagna,
binari arrugginiti, calabroni.
Un fiumiciattolo, noccioli e ontani,
perché non sono bastati i fondi
per far piazza pulita. Sopra l’acqua lurida
il ronzio dei fili ad alta tensione
non mi disturba. Mi vuol convincere
che potrei leggere ancora un po’,
prima che faccia buio.
E se mi voglio annoiare,
ho la televisione, l’ovatta colorata
sugli occhi, mentre di fuori
i ragazzini suicidi sulle Honda
sgommano in tondo sulla piazza bagnata. Anche il fracasso,
anche la sete di vendetta sono pur un segno di vita.
In questa fioca luce prima del sonno
niente coliche, nessun vero dolore.
Come un lieve crampo nei muscoli
sentiamo, loro e io, sbadigliando,
di minuto in minuto il tempo
farsi più piccolo.

Hans Magnus Enzensberger – luce residua

 

musica: Coro delle mondine di Correggio- son la mondina, son la sfruttata

Françoise De Felice - Tutt'Art@ (1)

francoise de felice


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mi unisco alle rane

Non più teorie: mi unisco al coro delle rane.
Voglio sentirle gracidare stanotte, circondandomi.
Nel loro alfabeto percepisco una sola vocale
e il gorgoglio dello stagno.
Il piano che ci hanno dato suona le medesime note
fin troppo ripetute. Basta.
Forse è un angelo quell’ombra
che s’innalza all’entrata della mia caverna.
Non mi risulta.
Le tenebre di Dio mai lasciano vedere qualcosa chiaramente.
Il tempo può girare intorno,
dipende dalla pioggia, dal vento tra gli alberi.
Non più teorie: abbiamo già ascoltato lo spettro,
zittiamo il Principe Amleto.
Per oggi mi bastano le voci delle rane,
voglio sentirle gracidare stanotte più vicine
lasciando che riempiano i miei sensi
con il loro taoismo solitario
fino a cancellare i misteri del mondo.
Con i loro cori mi abbandono all’estrema grazia.

Eugenio Montejo – le rane

musica philip glass – metamorphosis I

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essam marouf

 


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tabula rasa

Capirò se vorrai chiudere i tuoi petali
la sera, nella notte il silenzio è divino
e il divino è un boato, certi fiori non
resistono neanche al vento.

Stringi la corolla più che puoi,
con l’alba ai petali stropicciati
sfuggirà il tuo sorriso inconsapevole,
tu, felice del tuo solo esistere.

Non c’è nient’altro che devi capire.

mmp – ‘Capirò’

musica Arvo Part – tabula rasa

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elena ray