Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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inciampi

io non so se la polveriera
della mia inquietudine sia un trono
su cui mi siedo minacciato, se la fuga che
a scatti regolari mi pungola, se quel
puerile sogno di fuga sia uno sgambetto
d’angelo, d’un buffone d’angelo che
mi vuole inciampare.

Mariangela Gualtieri da ‘monologo del non so’

http://youtu.be/0_z_UEuEMAo

musica Nico – These days

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Foto Keith Carter


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show me the place

Io non so spiegarmi l’imperturbabilità
di Dio, e non mi spiego di non udire il
suo grave lamento, il suo urlo di collera o
d’amore, e non so vederlo che sono in cecità
ma vorrei sentirlo almeno piangere come piango io
guardando le facce indolorate, guardando le
facce con grave malattia terrestre,
io non so invocarlo né bestemmiarlo che
è troppo nella sottrazione e troppo
astratto per i miei chili umani.

Mariangela Gualtieri da “Parsifal”

 

 

musica Leonard Cohen – Show me the place

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Immagine Pierre Mornet


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questo è un castigo, sì!

 Le parole, come tutte le cose, còlte nella loro finitudine.
Qui iniziano, qui finiscono
per quanto in alto si sollevino –
        io lo so, e questo è il mio castigo,
e non amo mai nulla così tanto
da imprimere in me un marchio
        e calarmi di colpo nella beatitudine.

 

Charles Wright da “Diario della notte”

 

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Foto André Kertész


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mani e piedi

spesso si dice che il futuro sia a portata di mano.
non ho mai capito di quale mano si parli.
la sinistra adulta trascina il secchio dei ricordi.
la destra bambina guida i ciechi nel presente.
di una cosa sono certo!
i piedi entrambi affrettano la meta.

Marco Saya  ‘dicerie’

da “Antologica 2003-2013 (frammenti)”

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Foto Berenice Abbott, Hands of Jean Cocteau, 1926