Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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La meraviglia di un fiore
di campo che stavi per mettere
sotto la scarpa
ti ha preso lo sguardo
e ti ha immobilizzata
sull’azzurro della sua luce
Se ti ha parlato
ti ha detto del tuo nulla
non del suo. 

Maria Liscio De Lauretis – “non del suo”

 

musica Nina Simone – Sinnerman

 

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Foto Isabelle Menin



 

 


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mutevole verità

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E il già detto è ancora                                                                                                                                                                             da ridire, Qohelet:

mai la stessa onda si
riversa
nel mare e mai
la stessa luce si alza
sulla rosa:

né giunge l’alba
che tu non sia
già un altro!

 

 

David Maria Turoldo

 

musica kula shaker – tattva

foto/dipinto isabelle menin


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come la melanconia è la tristezza diventata leggera—

italo calvino

Scusate se vi parlo di radici, di alberi
coi frutti della malinconia.
Fu mia già dalla culla e la fonte, dal battezzo
dall’attimo in cui presi la forma del suo addome.
Fu mia dietro la tenda più scura di una stanza
dove di bianco c’era il suo seno e il mio succhiare.
Fu mia negli alberghetti di quarta in qualche mare
un mare quasi sempre tranquillo, e senza voce.
Fu mia sul treno per la città,
la più lontana,
sui fili del telefono guasto, nelle sere
due uova al tegamino e un giornale al comodino.
Fu mia guardando lei carezzare la sua fronte
mia zia sembrava un putto di cera, più serena
finito il male e il tempo dei vivi.
È sempre mia
e te ne verso un po’ quando nuda vieni a letto
col ventre che ha mio nome e profumo di gerani.
È mia, e fa rumore di pioggia, è nelle orecchie.
Mi parla come un prete nel suo confessionale.
Mi sale come il gusto di certi mandarini
comprati la vigilia del giorno di Natale;
è brodo di cappone tirata su la schiena
sulla spalliera, dietro Gesù.
Amici cari, scusate se vi parlo del sonno della terra
del mirto che è il suo sangue
e se scomodo poesia.
Ma ho un campanello fatto di primule e di viole
e quattrocentoventi maree nei giorni pari.
Ho qui, nella mia testa, l’idea che sarò un fiore
e tutti quanti voi, stesso prato
mille anni.

massimo botturi – “mille anni”

musica Dinah Washington (max richter version) – This Bitter Earth

Immagine

dipinto isabelle menin