Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Là in quell’infinità

​Capo di tutti i capi dell’universo. 

Signor so-tutto, burattinaio intrigante, 

e qualsiasi altra cosa tu sappia fare. 

Avanti, smazza i tuoi zero questa notte. 

Intingi nell’inchiostro code di comete. 

Graffetta la notte con luci di stelle. 


Meglio per te sarebbe leggere nei fondi di caffè, 

o sfogliare l’Almanacco dell’Agricoltore. 

Ma no! Ti piace darti arie, 

e coltivare la tua rinomata serenità 

mentre siedi alla grande scrivania 

con niente di niente nel vassoio 

della corrispondenza in arrivo o in partenza, 

e tutta quell’eternità disseminata intorno. 


non ti fa accapponare la pelle 

sentirli supplicare in ginocchio, 

farfugliando tenere parole come se tu 

fossi una bambola gonfiabile a grandezza naturale? 

Di’ loro di rimettersi in sesto e andare a letto. 

Basta fingerti troppo occupato per notarlo. 


Le tue mani sono vuote e così i tuoi occhi. 

Niente su cui apporre la tua firma, 

anche se tu sapessi quale nome darti, 

o credessi a quelli che continuo a inventare 

mentre per te scarabocchio quest’appunto nel buio. 


Charles Simic ‘al tizio del piano di sopra’

Musica thievery corporation – holographic universe


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un frammento di distorsione

A volte è solamente il discorso che fai a notte
il tuo parlare senza dialetto
mentre sogni.
E chiedi aiuto come non fossi lì vicino.

 

Massimo Botturi da ”Percentuale di distorsione trascurabile”

Musica Mazzy Star – Take Everything

 Lilliana Comes “Luna Rosa” olio su tela

Lilliana Comes
“Luna Rosa”
olio su tela


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crescendo

E tutte quelle donne che s’alzano a buon ora
che infiammano cucine con venti
e più candele.
La loro educazione a pensare a tutto quanto
il caffè che viene lento, e poi dietro la tendina
il camion mentre svuota i bidoni.
Donne attente
su libri di quintali di storia, donne verdi
arancio e rosso dei bigodini in città grigie.
Le donne che hanno avuto un lavoro
tempi addietro
stenografe
domestiche, o altro.
Donne forti
capaci di innalzare una diga alla follia
all’impeto degli uomini in cattedra, al furore.
Donne e le loro ciabatte in gomma dura
le dita che svolazzano sul resto dei gerani.
Le donne che somigliano al vento nelle orecchie.
Donne in bici
le buste della spesa a far da contrappeso.
Le donne con il secchio alle tombe, mani in grembo
quasi per trattenere quell’ultima parlata
o proseguirla poi nelle stanze, in case vuote
con i vestiti incellofanati
e il mezzo litro
di latte, per le sere che sono disturbate.

massimo botturi – “Le donne che somigliano al vento nelle orecchie”

 

musica Maurice Ravel – Bolero

Lilliana comes

Lilliana comes – Lacchiappastelle


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un fuoco nel pagliaio

A volte,
basta un sasso sentito alla persiana.
L’amico mio chiamava così.
A volte un cane
segnale che qualcuno s’è alzato presto
ancora, e ha fatto cigolare il cancello dietro casa.
A volte sono solo le tue ciabatte nuove
l’unica cosa, ora, che indossi
a dirmi vivo; felice non sia il sangue dei vinti
quel che sento
pulsare e attraversarmi le tempie come un ago
un fuoco nel pagliaio, un treno contro il vento.
A volte è il gocciolare sopra le foglie secche
o il labbro di un compianto che schiocca sul bicchiere.

Mio padre ci metteva il boccone della staffa
quello che raccoglieva dal piatto ultime grida.

A volte è il pesca/noce che s’apre
o la cerniera, del tuo tubino tanto invidiato;
la manciata, di nei che s’attorcigliano al freddo.
A volte carta.
Giocata per far briscola, o soltanto per partire.
A volte è solamente il discorso che fai a notte
il tuo parlare senza dialetto
mentre sogni.
E chiedi aiuto come non fossi lì vicino.

Massimo Botturi -“Percentuale di distorsione trascurabile”

Immagine

Dipinto Lilliana Comes “Pia che sogna”


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non guardate


Un momento, che prendo la maglia.
Con questo tempo instabile, per quanto, dobbiamo premunirci.
C’è umidità la sera, e la luna
non ti pare, davvero, che faccia aumentare il fresco?

Lascia che ti abbottoni la camicia – che petto forte hai,
– che luna forte, – la poltrona, dico – e quando sollevo la tazzina dal tavolo
sotto resta un foro di silenzio, ci metto subito la mano
per non guardare dentro, – rimetto a posto la tazzina;
anche la luna è un foro nel cranio del mondo – non guardarci dentro,
è una forza magnetica che attira – non guardare, non guardate,
date retta a quello che dico – ci cadrete dentro. Questa bella vertigine,
leggera, – attento, cadi, – 
è un pozzo di marmo la luna,
si muovono ombre, ali mute, voci misteriose – non le udite?

 

Ghiannis Ritsos
da “La sonata al chiaro di luna” 

(grazie De)

 

Immagine

 

Dipinto Lilliana Comes


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not alone

Folta scorre la folla, varia gente,
i corpi vaghi appaiono e si sfanno
in un acquario fitto e trasparente:
vengono, stanno passeggiando, vanno.

Poi l’improvviso senso di presenza,
un farsi necessario di figura,
un buco netto al centro dell’assenza:
sei tu, nel ritmo della tua andatura.

Diverse qualità di percezione:
la gente, nome multiplo che ingombra,
una variante intensità dell’ombra,

tu che cammini e vieni: la visione
di un esemplare organico, lucente:
un tutto delizioso contro il niente.

Roberto Piumini

http://youtu.be/Irxa6CSTS3A

Musica Bowie “Rock’n’roll suicide”Immagine

 

Dipinto Lilliana Comes “laSolitudineDiUnaLuna” olio su tela 2013