Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Domanda da porsi senza tregua: per dove e come restituire agli uomini la notte del sogno? E per sviare l’orrore che li visita: col soccorso di quale materia soprannaturale, di quale futuro millenario d’amore?

Non dare all’uccello più ali di quante ne regga. Per sua disgrazia ci eguaglierebbe.

René Char, da “Avversioni” trad. V. Sereni in Ritorno Sopramonte, Mondadori, 1974.

Tratto dal diario di Marco D. Conti Poesie per colazione – 1033

musica this mortal coil – song to the sirens

marco mazzoni


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altera la conoscenza dei segni

Ti amo da sempre. Ti imprigiono in una
immagine. Ti restituisco ai sentieri,
tu che morivi su ogni fiore. Abbandona
le nostre stagioni. Altera la conoscenza
dei segni. L’aria è sublime. Il cielo sale.
Noi camminiamo come se dio dormisse.

Claude Esteban  LXXI da Conjoncture du corps et du jardin

traduzione Marco D. Conti, in “Le jour à peine écrit” (1967- 1992)

musica Bauhaus – all we ever wanted was everything

 

kansuke-yamamoto-the-magicians-newspaper-1955

kansuke yamamoto


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ferMa

Il mio sorriso si sta muovendo
Ma le mie labbra sono ferme

mmp

Qui si sta fermi

ma il mondo continua a girare.


Qui si muovono gli uccelli,

ma stanno fermi.

E il mondo continua a girare.


Io sto fermo, ma il mondo

dentro di me continua a girare.


Che sanno questi cavalli,

queste dolci campanelle,

questi cani, questo lungo

singhiozzo della colomba?

E quell’uomo che nel vento

va galoppando?


Si muovono, ma stanno fermi.

…E il mondo continua a girare.


Rafael Alberti, Canzone 9,  da Poesie, Mondadori, 1998

Grazie Marco D. Conti

Musica smashing pumpkins – stand inside your love



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non dimenticanze

Lunedì, un ago
Aspetta il filo per cucire.

Martedì, una bocca
Sorride alla rugiada.

Mercoledì, è la tua mano
la promessa luminosa.

Ma i tuoi seni, giovedì
Un giorno solo hanno per vivere.

Venerdì, non una parola:
Si aspetta l’avvenire.

Sabato è un miracolo
Vestito di pigrizia.

Domenica, le tue carezze
dimenticano di invecchiare. 

Edmond Jabès, “Canzone dei giorni di pace”, trad. Marco D. Conti, da Chansons pour le repas de l’ogre, in Le Seuil Le sable (1943-1988) Gallimard, 1999.

 

musica Hindi Zahra – don’t forget

alvin booth

                                                  alvin booth