Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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Domanda da porsi senza tregua: per dove e come restituire agli uomini la notte del sogno? E per sviare l’orrore che li visita: col soccorso di quale materia soprannaturale, di quale futuro millenario d’amore?

Non dare all’uccello più ali di quante ne regga. Per sua disgrazia ci eguaglierebbe.

René Char, da “Avversioni” trad. V. Sereni in Ritorno Sopramonte, Mondadori, 1974.

Tratto dal diario di Marco D. Conti Poesie per colazione – 1033

musica this mortal coil – song to the sirens

marco mazzoni


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gli uccelli, per primi

Lattiginosa d’alba
nasce sulle colline,

balbettanti parole ancora

infantili, la prima luce.


La terra, con la sua faccia

madida di sudore,

apre assonnati occhi d’acqua

alla notte che sbianca.


(Gli uccelli sono sempre i primi

pensieri del mondo).


Giorgio Caproni – prima luce

musica damien rice – I don’t want to change you

marco mazzoni


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improvvisando

Certe direzioni sono modi
improvvisati di restare in equilibrio,
gesti istintivi comandati da un niente.
Per questo le traiettorie precise
sono cose da aeroplani, da stormi in migrazione
che capiscono il vento. Gli uomini onesti
non dicono io vado: cantano pianissimo
se una strada li porta, se una curva spalanca
un mare abbagliante.

Massimo Gezzi

Musica avishai cohen – seven seas

image

*marco mazzoni*


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e poi plana

Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.

Anch’io cerco una libertà che mi 
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.

Mariangela Gualtieri da Senza polvere senza peso

 

musica Thievery Corporation – One

 

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disegno Marco Mazzoni “The smoker”


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da sempre privata

Sempre ho sentito una perdita di qualche cosa –
La prima volta che posso ricordare
ero stata privata – non sapevo di cosa
Troppo piccola perché qualcuno sospettasse

che una in lutto vagava tra i bambini
ciò nonostante me ne andavo in giro
come chi rimpiange un dominio
di cui ero il solo principe in esilio –

Più grande, oggi, una sessione più saggia,
e anche più stanca, com’è la saggezza
mi scopro ancora a cercare di nascosto
i miei inadempienti palazzi –

e un sospetto, come un dito
mi sfiora la fronte ogni tanto
che io stia cercando al contrario
la sede del regno dei cieli –

 

Emily Dickinson tradotta da Silvia Bre (959)

musica Cocteau Twins – Oomingmak

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Disegno Marco Mazzoni “Velvet Vulture” 2013,
colored pencils on paper, cm 46×46