Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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consolarsi svanendo

Fissare il nulla è imparare a memoria
quello in cui noi tutti verremo spazzati, e spogliarsi
al vento è sentire l’inafferrabile “qualche luogo” farsi vicino. 
Le piante possono piegarsi o stare ferme. Il giorno o la notte possono essere quello che vogliono. 
Quello che desideriamo, più che una stagione o un clima, è la consolazione
di essere estranei, almeno a noi stessi. Questo è il nocciolo
della questione, ed è il motivo per cui anche adesso pare che aspettiamo
qualcosa la cui apparizione sarebbe il suo svanire –
il rumore, ad esempio, di qualche foglia che cade, o una foglia sola, 
o meno. Non c’è fine a quanto possiamo imparare. Il libro laggiù
non dice altro, e non è stato affatto scritto con in mente noi.
 
Mark StrandLa notte, il portico
Musica DCD – don’t fade away

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Rassouli

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in continua trasformazione

Un suono scabro venne levigato fino a diventare un suono più soave, che venne levigato fino a diventare musica.
Poi la musica venne levigata finché non divenne il ricordo di una notte a Venezia, quando le lacrime del mare caddero dal Ponte dei Sospiri, che a sua volta venne levigato finché non cessò di esistere e al suo posto si erse la casa vuota di un cuore turbato. Poi d’improvviso apparve il sole e la musica tornò mentre il traffico si muoveva e in lontananza, al limitare della città, apparve una lunga teoria di nuvole, e venne il tuono che, per quanto minaccioso, sarebbe diventato poi musica, e il ricordo di ciò che era accaduto dopo Venezia sarebbe ricominciato, e ciò che era successo dopo che la casa del cuore turbato si era spezzata in due pure sarebbe ricominciato.

Mark Strand – L’incanto quotidiano della musica

musica wim mertens – often a bird

Donna Acheson Juillet

Donna Acheson Juillet


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e per due minuti soltanto non ho fatto che respirare

Quando li vedi

di’ loro che sono ancora qui,
che mi reggo su una gamba mentre l’altra sogna,
che solo così si può fare,

che le bugie che dico loro sono diverse
dalle bugie che dico a me stesso,
che con lo stare sia qui che oltre
mi sto facendo orizzonte,

che come il sole si leva e cala io so dove stare,
che è il respiro a salvarmi,
che persino le sillabe forzate del declino son respiro,
che se il corpo è bara è anche stipo di respiro,

che respiro è uno specchio appannato da parole,
che respiro è ciò che sopravvive al grido d’ aiuto
quando entra nell’orecchio estraneo
e vi resta ben oltre ciò che è detto,

che il respiro è inizio ancora, che da esso
ogni resistenza svanisce, come svanisce 
il senso
dalla vita, o il buio svanisce nella luce,
che respiro è ciò che do quando trasmetto loro il mio amore. 

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When you see them
tell them that I am still here,
that I stand on one leg while the other one dreams,
that this is the only way,
 
that the lies I tell them are different
from the lies I tell myself,
that by being both here and beyond
I am becoming a horizon,
 
that as the sun rises and sets I know my place,
that breath is what saves me,
that even the forced syllables of decline are breath,
that if the body is a coffin it is also a closet of breath,
 
that breath is a mirror clouded by words,
that breath is all that survives the cry for help
as it enters the stranger’s ear
and stays long after the word is gone,
 
that breath is the beginning again, that from it
all resistance falls away, as meaning falls
away from life, or darkness falls from light,
that breath is what I give them when I send my love.
 
 

Mark Strand “Breath”

 

musica Pink Floyd – Breathe

 Immagine

 

dipinto Max Gasparini


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io sono ciò che manca

In un campo
io sono l’assenza
di campo.
Questo è
sempre opportuno.
Dovunque sono
io sono ciò che manca.

Quando cammino
divido l’aria
e sempre
l’aria si fa avanti
per riempire gli spazi
che il mio corpo occupava.

Tutti abbiamo delle ragioni
per muoverci
io mi muovo
per tenere assieme le cose.

Mark Strand – “Keeping Things Whole”

http://youtu.be/KMfL7rVAu0U

musica Bon Iver – wash.
Immagine

 

Foto Saul Leiter, 1954