Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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still singing

​Cosa posso dire ancora che non abbia già detto prima?

Quindi lo dirò di nuovo.

La foglia ha in sè una canzone.

La pietra ha il volto della pazienza.

Dentro il fiume c’è una storia interminabile

e tu sei lì dentro da qualche parte

e non finirà mai fino a che tutto finirà.


Porta il tuo cuore indaffarato al museo d’arte

e alla camera di commercio

ma portalo anche nella foresta.

Il canto che sentivi cantare tra le foglie

quando eri un bambino

sta ancora cantando.



Mary Oliver*

Traduzione mmp

Musica Jeff Buckley _grace_


Stephen MacKey


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in quanto a me

1.

Dove vivo? Se non ho un indirizzo, come molti
non hanno, potrei però dire che vivevo nella
stessa città dei gigli di campo e di acqua.

Primavera, in tutto il vicinato ci sono ora
forti uomini che coltivano fiori.

La bellezza senza un fine è bellezza senza virtù. Ma
ogni cosa bella, per natura, ha questa funzione –
stimolare chi osserva verso pensieri sublimi. Gloria
al mondo, quel gran maestro.

Tra i cigni nessuno è chiamato l’ultimo, o
il migliore.

Io credo nella gentilezza. Anche nella malizia. Anche nel
canto, specialmente quando cantare non è necessariamente
previsto.

In quanto al corpo, è solido e forte e curioso
e pieno di dettagli; vuole auto perfezionarsi; vuole
amare un altro corpo; è
l’unico recipiente del mondo che possa contenere,
in un misto di potere e
dolcezza: parole, canzoni, gesti, passione, idee,
ingenuità, devozione, allegria, vanità e virtù.

Conserva qualche stanza nel tuo cuore per l’inimmaginabile.

Mary Oliver – da ‘Evidence’ (1 of 3)

trad. mmp

musica Heartless bastards – only for you

cone-80x80-cm

truls espedal – ‘cone’ 80×80


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chinare la testa

Davvero, viviamo con misteri troppo prodigiosi

per essere compresi.

Come l’erba possa essere nutrimento nella

bocca degli agnelli.

Come fiumi e pietre siano per sempre

devoti alla gravità

mentre noi sogniamo di elevarci.

Come due mani si tocchino e i legami 

non siano mai spezzati.

Come le persone si avvicinino, per delizia o per

le cicatrici del danno,

al conforto di una poesia.

Lasciami prendere le distanze, sempre, da chi

pensa di avere le risposte.

Lascia che io faccia compagnia sempre a chi dice

“Guarda!”e ride di stupore,

e china la testa.

Mary Oliver*

‘Mysteries, yes’

musica Talvin Singh – ‘Sway of the verses’

willy-zielke-1.jpg

willie zielke


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verde di mary oliver

Non osare arrampicarti su quell’albero
non provarci, dissero, o verrai spedita
nell’ospedale degli stupidoni, se non nell’altro.
E suppongo, considerando la mia età,
fosse un giusto avvertimento.

Ma l’albero per me è una sorella, lei
vive sola in un cottage verde
lassù in aria e so cosa potrebbe
succedere, batterebbe le sue verdi mani,
scuoterebbe i suoi verdi capelli, lei
mi accoglierebbe. A dire il vero

ho provato a fare la brava ma talvolta
una persona deve proprio evadere e
agire come la selvaggia, molleggiata cosa
che era un tempo. È impossibile non
ricordare il selvaggio e rivolerlo indietro. Così
se un giorno non mi doveste trovare, potreste
guardare dentro quell’albero o – certo
è possibile – sotto di esso.

Mary Oliver* – Green, green is my sister’s house
(*trad. mmp)
musica Wim Mertens – struggle for pleasure
Keith Haring (Am. 1958-1990), The Tree of Monkeys, acrylic, 1984

Keith Haring (Am. 1958-1990), The Tree of Monkeys, acrylic, 1984


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mary into the wild

Più tardi considererò 
ciò che ho visto –
ciò che significa –
quali parole d’adorazione potrei

ricavarne, e per fare questo
andrò dentro, alla mia scrivania-
siederò sulla mia sedia-
guarderò indietro

al perduto mattino
in cui mi muovo, ora,
come un nuotatore,
così agevolmente,

così dolcemente,
sono quasi il giglio-
quasi l’uccello che svanisce sull’acqua
nella sua guaina di luce.

Mary Oliver*

 

Più tardi considererò 
ciò che ho visto –
ciò che significa –
quali parole d’adorazione potrei

ricavarne, e per fare questo
andrò dentro, alla mia scrivania-
siederò sulla mia sedia-
guarderò indietro

al perduto mattino
in cui mi muovo, ora,
come un nuotatore,
così agevolmente,

così dolcemente,
sono quasi il giglio-
quasi l’uccello che svanisce sull’acqua
nella sua guaina di luce.

Mary Oliver*

Immagine

Foto Anne Brigman “bubble”