Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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tra l’oratoria inane delle foglie

Percorro il bosco
per il tempo d’un pianto
che non abbia a indebitarsi
con orecchie umane.
E se chiamo mio padre
è perché nel bosco c’è il suo odore
e il nome non disturberà
l’oratoria inane delle foglie.
Poi un capriolo taglia il sentiero
e la sorpresa mozza il pianto.
Il bosco ha dunque pietà di me.
Ha ascoltato la preghiera di mio padre:
“Leniscilo il dolore a questa figlia
regalale un miracolo animato”.

Laura Liberale

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foto masao yamamoto


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moneta di latta

Non ci saranno più parole, lo sai,
né qui, né altrove,
né parole a dire ciò che è stato
né parole a dire ciò che non è più.
Mi resta un pacco mai spedito
e un libro desiderato.
Mi resta un letto non ancora disfatto
e musiche mute e parole strozzate
e immagini sfocate, e
mi resta la sciatta e affrettata gentilezza
di una conversazione lampo,
moneta di latta
da gettare ai pezzenti per strada.

 

Evgenij Aleksandrovič Evtušenko

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Foto Yamamoto Masao


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un attimo di massimo

E poi venne la mano
là in mezzo a strade piene.

L’odore di mio padre era acqua di colonia
tabacco e talco, umido in testa.
Il mio paura. Di troppa gente e nomi di vie
non ricordate.
Paura che la sera mi avrebbe tolto casa
il tavolo di briciole e il letto
i fili fuori, coi miei calzini e il resto a gocciare.

Era la fiera, non so poi a quale santo toccasse.
Urla e banchi, serragli interi mossi a marea
forse da luna, quell’occhio bianco pure di giorno.
Dolci e frutta.
Alcuni con le stoffe, giurando fosse moda
vociavano più forte di altri.

E io lo persi
come si disfa il nodo alle scarpe
o la cintura. Un attimo a toccare due cedri
e fui da solo
capendo niente in tutto l’azzurro di quel cielo
che come rotto stava cadendo
lì, sgusciato
come mostrasse il suo tabernacolo
infinito.

 

massimo botturi  –  “Orientarsi senza stelle”

 

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Foto Masao Yamamoto