Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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drums roll and we must go

Deve mangiare viole del pensiero, l’avvoltoio?
Dallo sciacallo, che cosa pretendete?
Che muti pelo? E dal lupo? Deve
Da sé cavarsi i denti?
Che cosa non vi garba
nei commissari politici e nei pontefici?
Che cosa idioti vi incanta, perdendo biancheria
sullo schermo bugiardo?

Chi cuce al generale
la striscia di sangue sui pantaloni? Chi
trancia il cappone all’usuraio? Chi
fieramente si appende la croce di latta
sull’ombelico brontolante? Chi intasca
la mancia, la moneta d’argento, l’obolo
del silenzio? Son molti
i derubati, pochi i ladri; chi
li applaude allora, chi
li decora e distingue, chi è avido
di menzogna?

Nello specchio guardatevi: vigliacchi
Che scansate la pena della verità,
avversi ad imparare e che il pensiero
ai lupi rimettete,
l’anello al naso è il vostro gioiello più caro,
nessun inganno è abbastanza cretino, nessuna
consolazione abbastanza a buon prezzo, ogni ricatto
troppo blando è per voi.

Pecore, a voi sorelle
son le cornacchie, se a voi le confronto.
Voi vi accecate a vicenda.
Regna invece tra i lupi
Fraternità. Vanno essi
in branchi.

Siano lodati i banditi. Alla violenza
voi li invitate, e vi buttate sopra
il pigro letto
dell’ubbidienza. Tra i guaiti
ancora mentite. Sbranati
volete essere. Voi
non lo mutate il mondo.

Hans Magnus Enzensberger  ‘Difesa dei lupi contro le pecore’

traduzione di Franco Fortini

musica Madrugada – the riverbed

 

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stephane anthonioz


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trama e tremore

Non è qualcosa, non è qualcuno
ciò che ieri forse ti ha lasciato.
Non è qualcosa o qualcuno ciò che oggi
ti ha abbandonato qui al tuo destino.

È la vita stessa, questa luce
col tuo volto così poco sostanziale.
È l’esatta carenza di luogo
del tuo corpo posato qui su una sedia.

È l’aria, una fuga di nuvole
sulla rètina di un cieco, è questa
perpetua durata, in mancanza di respiro
divisa in misure e tempi.

È la vita stessa, questo tremore
che ti possiede, questa trama che sei tu.
È questa vita stessa che oggi
ti lascia solo con il tuo peso specifico.

È l’oggi con tempo da cani e carne umana,
l’eterna febbre nella testa, la tua bestia.
È soltanto la vita stessa che oggi
ti ha consegnato qui al destino.

Leonard Nolens – Esule

 

 

musica Hindi Zahra – Stand Up

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foto Stephane Anthonioz – “prendre en main son destin”


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però ha una luce

Il mare l’han fatto apposta
per farlo sembrare ismìto

con quelle ondine che arrivano
e si rompono tutte in mille riflessi
come fanno

e lui se ne resta lì, con le infradito

il piede sabbiato

non stacca gli occhi dal bagnasciuga
a pensare un pensiero che non pensa niente

e però ha una luce
quasi pari a quella del mare.

E sembra proprio un ismìto

uno che ha negli occhi
qualcosa di scemo
o di infinito

Davide Rondoni da Rimbambimenti

 

Dal dizionario bolognese:
Ismito – 
stato di confusione cerebrale, più o meno grave, che può essere transitorio

es. “L’altra sera in disco c’era un volume che quando sono uscito ero ismito”.

 

musica Beck – Everybody’s Got To Learn Sometime


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foto © Stephane Anthonioz