Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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solo un’ i(D)ea

cos’è che posso oggi dedicarti?
la vita, quella, indietro m’è rimasta
là dentro l’abitudine risuona solo il nome
e il canto nell’azzurro s’è schiantato

confusi e annebbiati migliaia di minuti
rimossi da cent’anni alla radice
di colpo in controluce son tornati
tra mobili svedesi di me meno imprecisi

chi dice che non ci sono più stagioni
non sa come i colori addosso son cambiati
tra i tuoi capelli gli occhiali da miope
per non vedere hai messo a riposare

ché se m’avessi scorta li inforcavi
o hai fatto come me e il ruolo del presente
hai recitato per non doversi leggere negli occhi
che non v’è traccia alcuna di promesse

e io non so davvero a chi parlarne
di quella posizione delle mani e
della piega lieve della testa che assumi
e che neanche tu conosci

volevo che sapessi che t’ho visto
tra i mobili svedesi già montati

mmp

musica talking heads – memories can’t wait

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aernout overbeeke


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how did i get here?

Se hai scoperto
che tutti gli oracoli ingannano,
che tutte le strade portano a te stesso,
cosa farai delle tue prossime paure?
Se hai scoperto
che gli astri mentono
— o forse si sbagliano —
che farai delle tue maldicenze?
Se hai scoperto
che la vecchia gitana col fazzoletto rosso
imbroglia da secoli i viaggiatori,
cosa farai di tanti manoscritti,
di tante fidanzate che aspettano fiori?
Se hai scoperto
che anche nella vita
sei un semplice passeggero in transito,
che farai, dove lo farai, e quando?

 

leszek-bujnowski

Leszek-Bujnowski

 

 


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warning signs

Tempo fa abbiamo smesso di sollevare i talloni
come gli altri—cavallo, cane, e tigre—
sebbene ci emozionasse la loro velocità
nel fuggire. Anche il topo
sotto l’enorme peso di una crocchetta
per cani è invidiabilmente aggraziato.
C’è poco leggerezza nella nostra camminata,
oppressi come siamo dalle responsabilità,
tutte quelle azioni disciplinari
che ci sono cadute addosso, le punizioni,
le uccisioni, e tutto coi nostri piedi
affondati a morte nella pelle dei conquistati.
Ma talvolta, nelle prime ore del mattino,
possiamo sentire come debba esser stato
essere uno di loro, in punta di piedi,
di soppiatto attraversare porte dove altri stan dormendo,
e di colpo poter vedere nel buio.

Ted Kooser* – ‘Walking on Tiptoe’

(*traduzione mmp)

musica talking heads – warning sign

helen flockhart

helen flockhart


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per caso

cos’è che posso oggi dedicarti?
la vita, quella, indietro m’è rimasta
là dentro l’abitudine risuona solo il nome
e il canto nell’azzurro s’è schiantato

confusi e annebbiati migliaia di minuti
rimossi da cent’anni alla radice
di colpo in controluce son tornati
tra mobili svedesi di me meno imprecisi

chi dice che non ci sono più stagioni
non sa come i colori addosso son cambiati
tra i tuoi capelli gli occhiali da miope
per non vedere hai messo a riposare

ché se m’avessi scorta li inforcavi
o hai fatto come me e il ruolo del presente
hai recitato per non doversi leggere negli occhi
che non v’è traccia alcuna di promesse

e io non so davvero a chi parlarne
di quella posizione delle mani e
della piega lieve della testa che assumi
e che neanche tu conosci

volevo che sapessi che t’ho visto
tra i mobili svedesi già montati

mmp

musica talking heads – memories can’t wait

steven kenny

steven kenny


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forse non ne varrà la pena

Dalle cose che feci o dissi
non cerchino d’indovinare chi fui.
C’era un impedimento a trasformare
il mio modo di vivere e di agire.
C’era un impedimento che m’interrompeva
molte volte che stavo per parlare.
Dalle mie azioni meno appariscenti
e dai miei scritti più velati –
da questo solo mi conosceranno.
Anche se forse non varrà la pena
che faccian tanti sforzi per capirmi.
Più avanti – in una società perfetta –
apparirà di certo qualcun altro
che mi somigli e come me sia libero.

 

Costantino Kavafis “cose nascoste”

 

musica Talking Heads – wild, wild life

Immagine

foto (a raggi X) di Arie Van’t Riet