Parole nel Secchio

Attinte dal fondo degli animi


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m’abbia il tutto

Lo spazio?
–  Il mio cuore
    Vi muore
    Senza tracce…

In verità, dall’alto delle terrazze,
        Tutto è davvero senza cuore.

La donna?
– Ne esco,
   La morte
   Nell’anima…

In verità, meglio si cade assieme in deliquio
        E meno s’è di accordo.

Il sogno?
– Va bene
   Quando
   Finisce…

In verità, la Vita è troppo breve,
        E lungo il Sogno.

Che fare
Allora
Del corpo
Che gestiamo?

In verità, o anni miei, che fare
        Di questo ricco corpo?

              Questo,
              Quello,
              Di qui,
              Di là…

        In verità, in verità, ecco qua.
E per il resto, m’abbia il Tutto in sua balia.

 

 

Jules Laforgue – “Penultima parola”
(traduzione di Enrico Guaraldo)

musica the white birch – breathe

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yamamoto masao

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un trillo

​Non è che un primo augurio

il nome che t’ho dato.

Comincia in un sussurro

poi apre un trillo

e canta un’ asserzione.

Se vuoi, ricorda un mantra

ed è infatti da est

che viaggia il suo significato.

Così, mia cascatella

di spanderti impetuosa ecco l’augurio

di trasformare ciò su cui ti getti

d’arrotondare con la schiuma spigoli e spuntoni.

Di ritirarti in ogni anfratto

senza temere di sparire.

D’evaporare con mitezza

certa delle correnti che t’alimenteranno.

Di lasciar sempre al tuo passaggio

un’inconfondibile orma di verde.

Il ricordo di una sete.

Un vapore.


Laura Liberale

Musica kula shaker – hush